La prima assunzione manageriale esterna in un'impresa familiare fallisce nel 40-50% dei casi entro i 18 mesi, secondo la letteratura corrente sul family business. Nella mia esperienza sul campo, quasi sempre per gli stessi cinque motivi.
1. Assumere senza aver definito la delega
Il manager entra con un titolo ma senza confini scritti. Alla prima decisione controversa, la proprietà interviene e riprende il timone. Il manager perde credibilità in due mesi. Soluzione: procura operativa scritta prima del giorno uno, con soglie di importo e materie riservate esplicite.
2. Scegliere per curriculum invece che per adattamento
Un profilo che ha guidato multinazionali non funziona per default in una PMI familiare. Il vero criterio è la capacità di navigare un contesto ambiguo e di lavorare a stretto contatto con la proprietà. Il curriculum conta, ma dopo.
3. Non allineare la famiglia prima dell'ingresso
Se anche solo un socio ha dubbi, il manager li assorbirà per intero. L'allineamento va costruito prima della firma del contratto, non dopo. Un mandato ad interim aiuta perché la reversibilità dell'incarico riduce il costo psicologico dell'accordo.
4. Non prevedere un piano d'uscita
Un ingresso senza data di uscita si trasforma in una permanenza problematica quando la famiglia ci ripensa. Un mandato ad interim ha la data di uscita nel contratto. Se la relazione funziona, si estende. Se non funziona, si chiude senza traumi.
5. Confondere il manager con un consulente
Il consulente propone. Il manager decide. Se la proprietà tratta il manager come un consulente e continua a decidere lei, l'azienda paga uno stipendio dirigenziale per ricevere raccomandazioni. È lo scenario più costoso di tutti.
Perché un DG ad interim riduce questi rischi
Il formato ad interim contiene per costruzione gli antidoti: delega scritta, perimetro definito, data di uscita, prezzo trasparente, focus su risultati misurabili. È il modo più economico per testare la compatibilità fra famiglia e management senza esporsi a un errore da un anno di stipendio dirigenziale.